Maratona di Roma, è over 50 un runner su 5 in gara

Il loro obiettivo è quello di percorrere nel minor tempo possibile i 42 chilometri della sedicesima Maratona di Roma, in programma domenica 21 marzo. Dei 15 mila atleti in gara, oltre 3.500 hanno un età che va dai 50 ai 60 anni, ma non mancano 66 corridori over 70 e un francese di 73 anni. “Se i muscoli sono allenati e c’è stata una preparazione graduale, un settantenne non avrà nessun problema a finire i 42 chilometri della gara”. A rincuorare i tanti ‘nonni’ in pantaloncini e canottiera è Maurizio Ripani, docente di anatomia all’università ‘Foro Italico’ di Roma. “Certo gli atleti devono essere a posto con gli esami clinici, prima di tutto quello della valutazione cardiologica e respiratoria, altrimenti ci si può scordare di partecipare”, afferma all’ADNKRONOS SALUTE. Anche per i ‘nipoti’ – sono dodici i ragazzi tra i 18 e 20 anni iscritti alla maratona – la sfida del circuito romano nasconde delle insidie: “i pericoli a 19 anni sono minori rispetto alle persone più mature – spiega l’esperto – se i muscoli stanno bene possono resistere per 4-5 ore non andando mai in difficoltà, ma serve una preparazione graduale e tanto stretching prolungato”. Anche i giovanissimi quindi, se non si sono preparati adeguatamente, possono incorrere in rischi seri “come problemi muscolari, strappi, distorsioni della caviglia”. Il segreto, secondo lo specialista, è nella preparazione che deve essere graduale e supportata da una dieta “almeno 50-60 giorni prima dell’evento per migliorare la circolazione – prosegue Ripani – bisogna tenere d’occhio il peso con una dieta ricca di sali minerali, vitamine e carboidraiti”. La distanza non deve essere sottovalutata perché “chi ha iniziato con superficialità e poca preparazione rischia di non arrivare al traguardo”. Ai neofiti della maratona l’esperto suggerisce di “iniziare con molta calma perché i muscoli sono freddi. La mattina della gara bisogna fare mezzora di pre-allenamento e durante lo sforzo è bene bere molti sali minerali o acqua. Questo vale per gli anziani e per i più giovani”. Da non dimenticare poi che il percorso vedrà spesso comparire sotto i piedi il porfido dei sanpietrini: ‘va indossata una scarpa adeguata perché le zone con i sanpietrini sono molto pericolose. Un’insidia – conclude – per caviglie e ginocchio”. L’ultima parola è per chi si improvvisa Abebe Bikila, il campione etiope che vinse la maratona alle Olimpiadi di Roma proprio 50 anni fa. “Non bisogna assolutamente improvvisarsi – avverte – solo una preparazione adeguata può portare l’atleta a tagliare il traguardo”.







































