Aduc, consigli sugli elettrostimolatori

L’Aduc ricorda alcuni punti da tenere bene a mente, a partire dalla constatazione che l’”elettrostimolazione – scrive l’associazione in una nota – è sostanzialmente una tecnica riabilitativa, serve cioè a tonificare muscoli costretti alla inattività da eventi traumatici, non è quindi sostitutiva della normale attività sportiva”.
E’ controindicata, ricorda inoltre l’associazione, per alcuni categorie di persone a rischio come i cardiopatici, i portatori di pacemaker e protesi, le donne in gravidanza e gli epilettici. L’elettrostimolazione, inoltre, stimola determinati muscoli ma non i loro antagonisti e quindi diminuisce la loro capacità di coordinazione.
Quando si svolge una attività sportiva, anche moderata, si aumentano complessivamente determinate funzioni, oltre a quella propriamente muscolare. Tutto ciò dà la possibilità di sopportare uno sforzo fisico in modo armonico, perché ciascun apparato (muscolare, scheletrico, circolatorio, respiratorio) è allenato.
Ma “ciò non avviene – spiega l’Aduc – stando sdraiati sul letto con l’elettrostimolatore: il rischio e’ la facile affaticabilità, l’alterazione del metabolismo basale e delle costanti fisiologiche interne (omeostasi). A questo si possono aggiungere effetti psicologici quali lo sviluppo di atteggiamenti passivi. Insomma l’elettrostimolazione non sostituisce l’attività fisica, nè una passeggiata. Fa bene – concluda l’associazione – se usata sotto controllo medico e per cure specifiche. Per un eventuale acquisto occorre ricordare infine che l’apparecchio deve avere il marchio CE, che sta per conformità europea, e il numero di identificazione, per risalire all’apparecchio in caso di guasti”.







































